Come zittire definitivamente chi parla di eco-sostenibilità senza alcuna conoscenza in materia (e mangiare la tua carne senza sensi di colpa)

Quante volte hai sentito parlare di prodotti etici, biologici e di eco-sostenibilità?

 

Salvo tu non viva rinchiuso in casa senza TV, internet, cellulare e qualsiasi contatto con il mondo esterno ne avrai sentito parlare, forse fin troppo.

 

Premesso che l’eco-sostenibilità è un valore che dovrebbe già trovarsi stampato a fuoco nelle nostre menti per permetterci di vivere in un ambiente salubre e rispettoso della natura, ultimamente non è altro che uno slogan, almeno nella maggior parte dei casi.

 

È una parola utilizzata in marketing per invogliarti a spendere di più, motivato dalla paura di ammalarti e dai sensi di colpa per ciò che abbiamo fatto e continuiamo a fare alla natura.

 

Fare le cose contro natura non è mai una scelta intelligente; forse lo è solo per il portafoglio di qualcuno.

 

In alcuni (rari) casi parliamo di prodotti – sia alimentari che di uso comune – che sono realmente eco-sostenibili.

 

Casi in cui le aziende davvero hanno messo in atto dei protocolli utili alla riduzione delle emissioni ma, come al solito, non ti fanno vedere il quadro generale!

 

Ora non ho il tempo, né lo spazio per scrivere un trattato sullo stato globale dell’eco-sostenibilità, sull’impronta ecologica (global footprinting) che ci avvicina ogni anno alla nostra estinzione.

 

Ti posso dare un input; se credi che esagero informati puoi partire da qui 🙂 >> https://goo.gl/d9qFnm

 

Per farti capire a cosa stiamo andando incontro voglio farti un esempio rigurdante la tua vita quotidiana: il pane.

 

SPOILER: Sto per parlare male del pane; per alcuni questo è peggio che parlare male della Chiesa o della squadra di calcio del cuore, quindi ti avviso, se non sei seduto, fallo ora, potresti avere dei mancamenti!

Quanta anidrite carbonica è emessa nell’atmosfera per produrre un panino di circa 100 grammi?

Immaginerai molto poca, invece NO.

 

Un recente studio ha calcolato che la produzione di un semplice panino di circa 100gr costa all’ambiente una emissione di Co2 superiore al mezzo Kg! (per la precisione 0,589 Kg di Co2 per panino >>> https://goo.gl/m5CgYC).

 

Parliamo di circa 6 Kg di anidrite carbonica per ogni Kg di pane!

 

Questo studio è stato effettuato ovviamente su aziende a norma che rispettano tutti gli standard dettati da legge (figuriamoci chi non le rispetta).

 

Da questo esempio puoi capire una regola molto molto semplice, quanto essenziale:

Quanto più il cibo è trasformato, tanto più inquina l’ambiente e – di conseguenza – ti fa male.

eco-sostenibilità

Il pane è l’esempio più quotidiano, ma da un punto di vista anche tra i più pericolosi perché si tratta di uno dei cibi più consumati e sprecati in Italia!

 

Hai idea di quanto cibo e pane si butta ogni giorno?

 

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha calcolato che 3,3 miliardi di tonnellate di anidrite carbonica vengono emesse nell’atmosfera per produrre cibi destinati a finire nell’immondizia!

 

Non sono molto per le generalizzazioni, ma ne vuoi una sempre valida per migliorare la tua salute?

 

  • Cibo vero =  eco-sostenibile
    Cibo trasformato = NON eco-sostenibile

Ma il cibo vero, quello presente in natura, qual è?

potresti rispondermi:

  • Cereali
  • Carni
  • Uova
  • Verdure
  • Frutta
  • Semi

 

Ed in TEORIA avresti ragione… In teoria.

 

Purtroppo, per ognuno di questi alimenti devi considerare il luogo e le modalità di allevamento/coltivazione.
In alcuni casi le emissioni di CO2 impennano perché anche questi alimenti naturali, in realtà, sono frutto di un processo malato.

 

I cereali (piante annuali) se coltivati in modo intensivo (nel 96% dei casi è così) impoveriscono il terreno e, con il passare del tempo, lo desertificano.

 

Questo dovrebbe farti pensare che non c’è da scherzare.

 

Attualmente  il 51,8% del Territorio italiano è considerato a Rischio di Desertificazione e, secondo una statistica del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, la situazione degenererà nel giro di pochi anni.

 

A questo punto penserai che, visto che siamo a conoscenza di tutto questo, stiamo facendo qualcosa per salvare il nostro territorio!

 

In realtà i terreni costantemente sfruttati ed impoveriti di minerali ed humus vengono trattati chimicamente per allungare, di un po’, quel che sarà la loro fine.

 

In parole povere, abbiamo preso madre natura, l’abbiamo legata ad un letto morente, e le abbiamo messo un bel respiratore artificiale, senza applicarle nessun’altro trattamento sanitario.

 

Questo sfruttamento, unito ai trattamenti chimici ed alla poco incoraggiante salvaguardia dell’ambiente, prospetta dei seri problemi sulla qualità dei cibi che metti ogni giorno in tavola.

 

Non devo parlarti io della terra dei fuochi, della pianura padana (luogo più inquinato d’Europa), dell’Ilva, del ciclo del cemento, dei problemi causati dallo smog e dallo sversamento di rifiuti industriali un po’ in tutta Italia.

 

Su quei terreni, è stato coltivato il grano o i cereali che arriveranno, trasformati, in pasta o altri tipi di prodotti alimentari (ovviamente la trasformazione avrà creato altra CO2, sia in modo diretto che indiretto).

 

Ma parliamo un attimo di uno dei cibi che dovrebbe essere il più naturale in commercio:

LA CARNE

Uso il dovrebbe perché, come ormai sai bene, gli allevamenti intensivi sono sempre più nel mirino dei mass media.

eco-sostenibilità

Il problema è enorme e tragicamente realistico per quel che riguarda l’eco-sostenibilità e la qualità del prodotto finale.

 

Ma c’è una conseguenza che è erronea e a cui nessuno sembra fare caso.

 

Identificare la carne, una alimento naturale ed importantissimo, come un alimento dannoso.

 

La carne, come provato da praticamente tutti gli studi scientifici accreditati, ha permesso l’evoluzione dell’uomo e lo sviluppo del proprio cervello e delle proprie capacità cognitive.

 

si confonde il vero problema (modalità di allevamento) con la carne.

 

come non ti sogneresti mai di dire che le verdure fanno male allo stesso modo non ti sogneresti di mangiare verdure coltivate su terreni altamente inquinati e pieni di diossina!

 

Per quanto la normativa Italiana sulle modalità di allevamento è più stringente e sicura rispetto all’America ed altri stati famosi per le atrocità degli allevamenti intensivi ti passo qualche dato Italiano:

  • Oltre il 50% dei cereali prodotti in Italia è utilizzato per nutrire gli animali (fonte: FAOSTAT)
  • il 36% del terreno finalizzato alla coltivazione dei cereali è utilizzato in ultimo per nutrire gli animali(fonte: FAOSTAT).
  • Il 71% degli antibiotici venduti in Italia è destinato agli animali(fonte: EMA).
  • L’Italia è il terzo maggiore utilizzatore di antibiotici negli animali da allevamento in Europa (dopo Spagna e Germania), più alto di quello effettuato da altri paesi di simili  dimensioni [il doppio della Francia, il triplo del Regno Unito](fonte: EMA).

ed, ancora 

  • Il 79% delle emissioni di ammoniaca prodotte in Italia proviene dall’allevamento intensivo(fonte: ISPRA).
  • inquinamento delle acque, dell’aria e del suolo, causato dallo smaltimento del letame di milioni e milioni di animali. A cui si aggiungono la deforestazione crescente e l’abuso di pesticidi connessi alla monocoltura della soia, spesso OGM,  utilizzata come mangime per gli animali da allevamento.
  • Il 72% delle emissioni di gas serra generati dall’agricoltura sono prodotti dall’allevamento. A queste vanno aggiunti i gas serra prodotti dall’agricoltura finalizzata alla produzione di mangime. Secondo stime di CIWF le emissioni imputabili all’allevamento intensivo, considerando anche quelle dell’agricoltura finalizzata alla produzione di mangimi, possono raggiungere l’80%(fonte: ISPRA).

INOLTRE, NON PUOI AVERE NESSUNA SICUREZZA SUL FATTO CHE SIANO STATI UTILIZZATI CEREALI OGM O MENO.

Quando si parla di OGM solitamente ci si divide in due fazioni.

 

Chi è d’accordo con il loro utilizzo e chi è contrario.

 

Tu potresti esser d’accordo con il loro utilizzo, ma non è di questo che stiamo parlando.

 

Voglio parlarti di come vengono trattati gli OGM dai maggiori paesi produttori.

Vengono innaffiati da quantitativi enormi di un agrochimico pericolosissimo:
Il Glifosato[1].

 

Potrei riempire pagine intere con studi accreditati che elencano i danni procurati al cereale, al terreno su cui cresce, alle falde acquifere con cui i cereali vengono innaffiati ed a quanta sofferenza e malattie condanni le popolazioni vicine ai campi dove viene utilizzato[2].

 

Ti basti sapere che gli agrochimici come il glifosato sono capaci di penetrare nel corpo umano fino a livello dei genomi.

 

Traduzione: possono arrivare a modificare il tuo DNA.

 

PER NOSTRA FORTUNA LA NORMATIVA ITALIANA TUTELA IL CITTADINO OBBLIGANDO I PRODUTTORI DI ALIMENTI OGM (O CONTENENTI OGM) DI SPECIFICARE LA DICITURA “OGM” IN ETICHETTA.

Ogni tanto c’è notizia di chi tenta di fregare i consumatori, ma per fortuna non sempre la passa liscia come è avvenuto al porto di Bari dove sono stati sequestrate 50.000 tonnellate di Grano OGM pieno di glifosato e micotossine destinato a diventare pasta nel nostro paese(fonte:http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/grano-sequestrato-bari/)

 

Quindi dov’è il problema?

 

Perché ti ho parlato di OGM e glifosato se abbiamo questa normativa che ci tutela?

 

Perché c’è un piccolo cavillo, utilizzato soprattutto da alcuni allevamenti intensivi e “certificati”, per utilizzare OGM senza doverlo specificare in etichetta ed essere in perfetta regola con la legge.

 

I prodotti NON devono essere etichettati SE contengono OGM in misura non superiore allo 0,9%, purché tale presenza sia accidentale o tecnicamente inevitabile.

 

Nelle carni provenienti da animali nutriti a cereali OGM:

  • Il residuo rilevabile di OGM è inferiore allo 0,9% del peso totale dell’animale;

 

  • È tecnicamente inevitabile dato che li cereali sono utilizzati comunemente come mangime animale.

 

CHE PROBABILITÀ C’È CHE GLI OGM UTILIZZATI PROVENGANO DAI PAESI IN CUI SI UTILIZZANO GLI AGRO-CHIMICI COME IL GLIFOSATO?

Agrochimici come il Glifosato vengono utilizzati in dosi massicce dai paesi, come il Messico, che si configurano come i maggiori produttori al mondo di cereali OGM.

 

Secondo un recente studio di Green Peace, il 90% dei cereali OGM importati in Europa divengono mangime per i nostri allevamenti[3].

 

Ti pongo una domanda.

 

Secondo te, chi non ha paura di riempire i propri capi di bestiame con ormoni cinesi[4], si farebbe scrupoli ad utilizzare grano OGM contenente sostanze altamente nocive per l’uomo in pieno rispetto della legge?

Per fortuna – salvo qualche trasgressore – in Italia l’utilizzo di ormoni della crescita è vietato.

 

Purtroppo c’è sempre qualche disonesto che ne fa uso.

 

Per quanto riguarda invece gli antibiotici, seppure la normativa ne preveda l’utilizzo solo in casi specifici e dietro prescrizione veterinaria, i dati che ti ho fornito poche pagine fa, insieme a decine di trasmissioni televisive, servizi giornalistici ed inchieste, ti mostrano la cruda verità.

 

I capannoni in cui gli animali sono allevati in maniera intensiva sono spesso focolai di malattie, non c’è da stupirsi quando così tanti animali sono stipati in spazi tanto piccoli da impedirgli di camminare, a volte addirittura di sedersi.

 

Un solo animale può produrre rifiuti quanto cinquanta uomini, il che significa che un solo mega allevamento di circa diecimila vacche crea tanti escrementi quanto una città di circa mezzo milione di persone.

 

Trovare dove mettere tutto quel letame è un gran problema.

 

L’allevamento intensivo ha trasformato un prezioso fertilizzante naturale in uno dei peggiori rifiuti inquinanti.

 

La maggior parte finisce nelle lagune vicino ai capannoni rendendo tossico l’ambiente.

 

Rilasciano gas tossici e il liquame penetra nel terreno.

 

Per quanto rivestite di argilla, le lagune sono porose ed inquinano le falde acquifere.

eco-sostenibilità

quindi cosa dovrebbero fare gli allevatori per produrre carne etica, salutare e davvero eco-sostenibile?

allevare il proprio bestiame nel modo più naturale possibile rispettando la natura, i bovini e fornendogli il cibo per cui è stato progettato: l’erba

 

Questo come ben sai non solo elimina immediatamente il problema OGM, riduce l’impatto ambientale e lo spreco di cereali per il mangime animale, ma ti dona una carne ricchissima di nutrienti, gustosa e salutare.

 

è la carne di cui ti parlo da sempre su queste pagine: la carne Grass Fed!

 

perché te ne parlo fino allo sfinimento?  

Perché i l mio scopo è quello di portare la filosofia della VERA carne ad erba (Grass Fed) in Italia, il che significa anche far capire agli allevatori che il mercato desidera una carne  naturale  e più salutare, pagandola per quel che vale. 

 

Oggi per fortuna si inizia a parlare di Grass Fed, ma c’è una grande confusione in merito, alcuni credono che basti dargli da mangiare un pò di erba e la carne sia classificabile come Grass Fed.

 

Non è proprio così, ma questo è oggetto di altri articoli in cui ti spiegherò tutti i parametri che i nostri selezionatori pretendono dai consorzi irlandesi da cui ci riforniamo per darti la miglior Grass Fed d’Europa.

 

Ma torniamo a noi anche in Italia,anche se in quantità molto ridotta, c’è e puoi comprarla senza problemi, ma solo a patto che sia davvero Grass Fed  o, quanto meno, sia la migliore qualità che il territorio Italiano possa darti.

 

Ti dirò ci sono alcuni piccoli allevatori che riescono, nonostante tutto,  ad allevare Grass Fed di alta qualità.
Molti di loro però non sanno come pubblicizzarsi o far capire le vere differenze al consumatore tra la loro carne e quella del supermercato.

 

Altri vorrebbero iniziare, ma vedono la strada troppo lunga, investimenti importanti da fare, riqualificazioni del suolo, analisi continue, riduzione dei capi e tempi più lunghi prima di poter monetizzare… un investimento importante a tutti gli effetti con il rischio di non rientrare.

 

Io voglio che questi eroi vengano conosciuti e siano pionieri ed esempio per altri allevatori.

e qui entra in gioco Youtube.

Era da un pò che stavo pensando di iniziare a fare dei video per  creare un nuovo e più veloce canale di comunicazione con chi è interessato al mondo Grass Fed.

 

Per cui ho preso una decisione con il mio staff:

 

Apriremo un canale youtube in cui offriremo 3 tipologie di video:

 

1) video divulgativi: dove  in pochi minuti ti svelerò i retroscena del mondo della carne rossa. Conoscerai tutti i falsi luoghi comuni, curiosità, qualche piccolo scandalo e tanti benefici.

 

2) interviste ad allevatori: intervisterò per te degli allevatori Italiani che riescono a fare un’ottima carne Grass Fed eco-sostenibile. Premetto che li conosco solo via chat però per come parlano, per la posizione geografica in cui lavorano e per quello che spiegano nelle loro interviste, ho fiducia del fatto che sia vero. 

 

3) interviste a professionisti: medici, nutrizionisti, personal trainer che ti illustreranno, nelle loro aree d competenza,  l’importanza di una sana alimentazione e, del perchè,  è essenziale mangiare carne rossa ovviamente Grass Fed.

 

Nella prima intervista pubblicata conoscerai Donatella, una allevatrice che ci racconterà la sua storia, di come lavora e di quali benefici ha riscontrato sia per l’ambiente, sia per la sua clientela con un allevamento Grass Fed. 

 

 

(ti consiglio di guardare il video selezionando i sottotitoli in italiano)

 

Nel frattempo, se non lo hai già fatto iscriviti alla nostra newsletter e scarica il report gratuito Grass Fed La rivoluzione della carne ad erba cliccando sul banner qui sotto!

eco-sostenibilità

 

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[1]L’IARC (International Agency for Research  on Cancer) ha classificato il glisofato come elemento cancerogeno per l’uomo inserendolo nella categoria A – IARC Monographs Volume 112: evaluation of five organophosphate insecticides and herbicides, 2015.

[2] Per approfondire guarda questo servizio delle Iene >>> http://www.iene.mediaset.it/puntate/2016/11/02/pecoraro-l%E2%80%99erbicida-nuoce-alla-salute-del-mondo-_10550.shtml

[3]  Per approfondire >> http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/ogm/OGM1/etichette/

[4]  Articolo della testata giornalistica Repubblica – Torino –  del 15/09/2016. http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/09/15/news/steroidi_cinesi_nella_bistecca_blitz_della_finanza_in_tre_allevamenti_a_cuneo_alessandria_e_novara-147808419/

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